Il silenzio degli occhi, a volte, vale più del tanto chiasso “sparato” fuori dalla bocca.
Il silenzio degli occhi, a volte, vale più del tanto chiasso “sparato” fuori dalla bocca.
Che un abbraccio, un sorriso o una carezza possono scaldare più del fuoco.
Che la nobiltà d’animo, il coraggio e la verità sono per pochi;
Menzogna, codardia e la povertà di cuore, invece, per molti.
Che da bambini piangiamo perché vorremmo essere già grandi;
poi da grandi ci disperiamo perché vorremmo poter tornare bambini.
Che un figlio, issato in alto con una mano, guarda il proprio papà come fosse un eroe;
il padre invece, tenendolo saldamente in alto,
urla al proprio piccolo che è lui il vero mito, perché con il primo sguardo durato meno di un attimo è riuscito a cambiargli il cuore;
Che non c’è alba senza tramonto;
Che non c’è vita senza la morte;
Che non c’è gioia senza dolore;
Che non c’è amore senza “cuore”.
Che la vita è semplice, ma non è facile;
Che lottare è la parte difficile del gioco,
mollare quella più semplice;
Che cadere è normale,
rialzarsi un imperativo.
Che la gente forte può essere immensa, ma che spesso è anche la più fragile.
Che due cocci rotti incollati tra loro,
non tornano a formare lo stesso vaso,
ma col giusto lavoro possono meravigliosamente trasformarsi in altro.
Che la delusione nasce dall’ aspettativa,
lo stupore dall’inaspettato;
Che un pugno in pancia fa male,
ma una parola può spaccarti dentro.
Che il limite è una cosa che ci costruiamo,
perché quando nasciamo nessuno ti prescrive la “ricetta” di ciò che potrai o non potrai fare da grande.
Che il rimpianto arriva dall’incompiuto,
La soddisfazione dall’averci provato con tutto te stesso.
Che chi parla senza paura non teme giudizio;
chi non parla per timore di essere giudicato,
molto spesso è il primo a giudicare.
Che si può lasciare andare una persona quando finisce un amore, altrettanto quando la si ama.
Che prima di ogni altra cosa bisognerebbe maturare rispettando se stessi;
che due persone non sono l’una il completamento dell’altra, ma con le loro singolari indipendenze possono creare un mondo pieno di amore e altruismo, senza per forza dover perdere le proprie identità.
Che prima di chiedere “cosa fai” bisognerebbe domandare “come ti chiami e chi sei”.
Che tante conoscenze non formano molte amicizie, svariate passioni non sono tanti amori e che tante “bellezze” non sono altrettante “verità”.
Che il “fondo” non è la fine, ma bensì una diversa prospettiva dalla quale poter osservare e comprendere le cose.
Che a volte con un sorriso si mascherano mille paure, tristezze e incertezze;
Che con un pianto, invece, mille gioie e mille emozioni.
Che per ricevere rispetto, comprensione e affetto devi prima saperli donare.
Che chiedere scusa è sinonimo di forza e che cambiare idea – perché la propria non sempre è quella giusta – di intelligenza.
Ho imparato anche che… non ne so ancora abbastanza!
Che la parola è “leggera”, mentre i fatti “pesano”.
(18/08/2016 – Giuseppe Alongi)


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