AI: siamo capaci di governare il cambiamento?

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๐—ฅ๐—œ๐—™๐—Ÿ๐—˜๐—ง๐—ง๐—ข, ๐—˜ ๐— ๐—œ ๐——๐—ข๐— ๐—”๐—ก๐——๐—ขโ€ฆ 01 del 14/09/2026 | In questi giorni si parla molto dei rischi legati allo sviluppo dellโ€™intelligenza artificiale, anche dopo le dichiarazioni e le dimissioni di alcuni ricercatori che lavorano direttamente su questi sistemi.

Il problema esiste ed รจ serio. Su questo credo ci sia poco da discutere.

Ma proprio perchรฉ รจ serio, forse dovremmo andare oltre il semplice โ€œlโ€™AI ci salverร โ€ o โ€œlโ€™AI ci distruggerร โ€.

Perchรฉ questi rischi non sono nati oggi.

Ovviamente nessuno poteva sapere (forse) esattamente cosa sarebbe successo o quali comportamenti sarebbero emersi, ma se costruisci qualcosa di sempre piรน potente, autonomo e capace di trovare soluzioni da solo, la possibilitร  che prima o poi trovi anche strade che non avevi previsto fa parte del problema stesso.

E allora mi domando: ๐™˜๐™ค๐™ข๐™š ๐™จ๐™ž๐™–๐™ข๐™ค ๐™–๐™ง๐™ง๐™ž๐™ซ๐™–๐™ฉ๐™ž ๐™›๐™ž๐™ฃ๐™ค ๐™– ๐™ฆ๐™ช๐™ž?

Se il rischio era conosciuto, almeno nelle sue possibilitร , perchรฉ abbiamo corso cosรฌ tanto nello sviluppo e molto ๐™ข๐™š๐™ฃ๐™ค ๐™ฃ๐™š๐™ก๐™ก๐™– ๐™˜๐™ค๐™จ๐™ฉ๐™ง๐™ช๐™ฏ๐™ž๐™ค๐™ฃ๐™š ๐™™๐™š๐™œ๐™ก๐™ž ๐™จ๐™ฉ๐™ง๐™ช๐™ข๐™š๐™ฃ๐™ฉ๐™ž ๐™ฃ๐™š๐™˜๐™š๐™จ๐™จ๐™–๐™ง๐™ž ๐™– ๐™˜๐™ค๐™ฃ๐™ฉ๐™ง๐™ค๐™ก๐™ก๐™–๐™ง๐™ก๐™ค?

E adesso che iniziamo a parlare con sempre maggiore insistenza di sicurezza, chi costruirร  questi argini? Chi stabilirร  cosa รจ sicuro e cosa non lo รจ? E soprattutto, ๐™˜๐™๐™ž ๐™˜๐™ค๐™ฃ๐™ฉ๐™ง๐™ค๐™ก๐™ก๐™š๐™งร  ๐™˜๐™๐™ž ๐™–๐™ซ๐™งร  ๐™ž๐™ก ๐™ฅ๐™ค๐™ฉ๐™š๐™ง๐™š ๐™™๐™ž ๐™˜๐™ค๐™ฃ๐™ฉ๐™ง๐™ค๐™ก๐™ก๐™–๐™ง๐™š ๐™ฉ๐™ช๐™ฉ๐™ฉ๐™ค ๐™ฆ๐™ช๐™š๐™จ๐™ฉ๐™ค?

Non penso affatto che il rischio dellโ€™AI sia inventato.

Mi domando perรฒ quanto oggi quel rischio venga anche cavalcato, enfatizzato o utilizzato per interessi economici e geopolitici.

๐™‰๐™ค๐™ฃ รจ ๐™ช๐™ฃโ€™๐™–๐™˜๐™˜๐™ช๐™จ๐™–. รˆ ๐™ช๐™ฃ๐™– ๐™™๐™ค๐™ข๐™–๐™ฃ๐™™๐™–.

Perchรฉ troppo spesso siamo bravissimi a sviluppare qualcosa, accorgerci dopo delle conseguenze e creare successivamente un intero sistema per proteggerci dagli stessi problemi che, volontariamente o involontariamente, abbiamo contribuito a creare.

Ma cโ€™รจ unโ€™altra cosa che secondo me stiamo sottovalutando.

๐™๐™ค๐™ง๐™จ๐™š ๐™ฃ๐™ค๐™ฃ ๐™จ๐™ž๐™–๐™ข๐™ค ๐™ฅ๐™ง๐™ค๐™ฃ๐™ฉ๐™ž ๐™–๐™ก๐™กโ€™๐˜ผ๐™„ ๐™จ๐™ค๐™ฅ๐™ง๐™–๐™ฉ๐™ฉ๐™ช๐™ฉ๐™ฉ๐™ค ๐™™๐™–๐™ก ๐™ฅ๐™ช๐™ฃ๐™ฉ๐™ค ๐™™๐™ž ๐™ซ๐™ž๐™จ๐™ฉ๐™– ๐™จ๐™ค๐™˜๐™ž๐™–๐™ก๐™š ๐™š๐™™ ๐™š๐™˜๐™ค๐™ฃ๐™ค๐™ข๐™ž๐™˜๐™ค.

Il nostro sistema, semplificando molto, funziona piรน o meno cosรฌ:

๐—น๐—ฎ๐˜ƒ๐—ผ๐—ฟ๐—ผ โ†’ ๐—ฟ๐—ฒ๐—ฑ๐—ฑ๐—ถ๐˜๐—ผ โ†’ ๐˜€๐—ฝ๐—ฒ๐˜€๐—ฎ โ†’ ๐—ฝ๐—ฟ๐—ผ๐—ฑ๐˜‚๐˜‡๐—ถ๐—ผ๐—ป๐—ฒ โ†’ ๐—น๐—ฎ๐˜ƒ๐—ผ๐—ฟ๐—ผ.

Ma se una parte sempre maggiore del lavoro iniziasse a essere svolta dalle macchine, cosa succederebbe?

Continuiamo a discutere di quali lavori spariranno, quali nasceranno e quali persone dovranno โ€œriqualificarsiโ€.

Ma se arrivassimo davvero a macchine capaci di svolgere gran parte del lavoro necessario, forse dovremmo avere il coraggio di farci una domanda molto piรน grande:

๐™ฅ๐™š๐™ง๐™˜๐™รฉ ๐™™๐™ค๐™ซ๐™ง๐™š๐™ข๐™ข๐™ค ๐™˜๐™ค๐™ฃ๐™ฉ๐™ž๐™ฃ๐™ช๐™–๐™ง๐™š ๐™– ๐™˜๐™ค๐™จ๐™ฉ๐™ง๐™ช๐™ž๐™ง๐™š ๐™ช๐™ฃ๐™– ๐™จ๐™ค๐™˜๐™ž๐™š๐™ฉร  ๐™—๐™–๐™จ๐™–๐™ฉ๐™– ๐™จ๐™ช๐™ก๐™ก๐™– ๐™จ๐™ฉ๐™š๐™จ๐™จ๐™– ๐™˜๐™ค๐™ฃ๐™˜๐™š๐™ฏ๐™ž๐™ค๐™ฃ๐™š ๐™™๐™š๐™ก ๐™ก๐™–๐™ซ๐™ค๐™ง๐™ค, ๐™จ๐™š ๐™ก๐™– ๐™ฉ๐™š๐™˜๐™ฃ๐™ค๐™ก๐™ค๐™œ๐™ž๐™– รจ ๐™™๐™š๐™จ๐™ฉ๐™ž๐™ฃ๐™–๐™ฉ๐™– ๐™– ๐™ข๐™ค๐™™๐™ž๐™›๐™ž๐™˜๐™–๐™ง๐™ฃ๐™š ๐™ฅ๐™ง๐™ค๐™›๐™ค๐™ฃ๐™™๐™–๐™ข๐™š๐™ฃ๐™ฉ๐™š ๐™ง๐™ช๐™ค๐™ก๐™ค, ๐™ฃ๐™š๐™˜๐™š๐™จ๐™จ๐™ž๐™ฉร  ๐™š ๐™ซ๐™–๐™ก๐™ค๐™ง๐™š?

Il punto non รจ smettere di lavorare.

Il punto รจ capire se abbia ancora senso continuare a legare quasi automaticamente lavoro, reddito, dignitร  personale e possibilitร  di vivere bene nello stesso modo in cui lo abbiamo fatto fino ad oggi.

Se una macchina domani riesce a produrre quello che serve con una frazione del lavoro umano, quella dovrebbe essere una conquista, non una tragedia.

Potrebbe significare meno lavoro necessario, piรน tempo per noi stessi, per le nostre famiglie, per le relazioni, per lo sport, per studiare, creare, viaggiare o semplicemente vivere.

Ma perchรฉ questo possa accadere dobbiamo iniziare a separare due concetti che oggi continuiamo troppo spesso a sovrapporre:

๐™ž๐™ก ๐™ซ๐™–๐™ก๐™ค๐™ง๐™š ๐™š๐™˜๐™ค๐™ฃ๐™ค๐™ข๐™ž๐™˜๐™ค ๐™™๐™ž ๐™ช๐™ฃ๐™– ๐™ฅ๐™š๐™ง๐™จ๐™ค๐™ฃ๐™– ๐™š ๐™ž๐™ก ๐™ซ๐™–๐™ก๐™ค๐™ง๐™š ๐™™๐™š๐™ก๐™ก๐™– ๐™ฅ๐™š๐™ง๐™จ๐™ค๐™ฃ๐™–.

Se domani unโ€™intelligenza artificiale saprร  fare il mio lavoro meglio di me, io non sarรฒ diventato improvvisamente inutile.

Sarร  semplicemente diventato vecchio il sistema attraverso il quale abbiamo deciso che per avere un reddito, consumare e quindi vivere bisogna necessariamente vendere una parte enorme del nostro tempo.

Ed รจ qui che secondo me manca ancora una parte fondamentale del discorso.

๐—ก๐—ผ๐—ป ๐—ฝ๐—ผ๐˜€๐˜€๐—ถ๐—ฎ๐—บ๐—ผ ๐—ฒ๐˜ƒ๐—ผ๐—น๐˜ƒ๐—ฒ๐—ฟ๐—ฒ ๐˜๐—ฒ๐—ฐ๐—ป๐—ผ๐—น๐—ผ๐—ด๐—ถ๐—ฐ๐—ฎ๐—บ๐—ฒ๐—ป๐˜๐—ฒ ๐˜€๐—ฒ๐—ป๐˜‡๐—ฎ ๐—ฒ๐˜ƒ๐—ผ๐—น๐˜ƒ๐—ฒ๐—ฟ๐—ฒ ๐—ฎ๐—ป๐—ฐ๐—ต๐—ฒ ๐˜€๐—ผ๐—ฐ๐—ถ๐—ฎ๐—น๐—บ๐—ฒ๐—ป๐˜๐—ฒ.

Altrimenti tanto valeva rimanere allโ€™etร  della pietra.

Lโ€™evoluzione fa parte della storia dellโ€™uomo e pensare di fermarla perchรฉ non siamo ancora pronti alle sue conseguenze non credo sia la soluzione.

๐˜ฟ๐™ค๐™—๐™—๐™ž๐™–๐™ข๐™ค ๐™ž๐™ฃ๐™ซ๐™š๐™˜๐™š ๐™™๐™ž๐™ซ๐™š๐™ฃ๐™ฉ๐™–๐™ง๐™š ๐™˜๐™–๐™ฅ๐™–๐™˜๐™ž ๐™™๐™ž ๐™›๐™–๐™ง ๐™š๐™ซ๐™ค๐™ก๐™ซ๐™š๐™ง๐™š ๐™ž๐™ฃ๐™จ๐™ž๐™š๐™ข๐™š ๐™ฉ๐™š๐™˜๐™ฃ๐™ค๐™ก๐™ค๐™œ๐™ž๐™–, ๐™š๐™˜๐™ค๐™ฃ๐™ค๐™ข๐™ž๐™– ๐™š ๐™จ๐™ค๐™˜๐™ž๐™š๐™ฉร .

Perchรฉ forse il problema piรน grande non sarร  avere una macchina piรน intelligente dellโ€™uomo (peraltro costruita dallo stesso).

๊œฑแด€ส€ร  แด€แด แด‡ส€แด‡ แด„แด๊œฑแด›ส€แดœษชแด›แด แดœษดแด€ แดแด€แด„แด„สœษชษดแด€ ษชษดแด›แด‡สŸสŸษชษขแด‡ษดแด›ษช๊œฑ๊œฑษชแดแด€ แด…แด‡ษดแด›ส€แด แดœษดแด€ ๊œฑแดแด„ษชแด‡แด›ร  ส€ษชแดแด€๊œฑแด›แด€ แด›ส€แดแด˜แด˜แด ษชษดแด…ษชแด‡แด›ส€แด แด˜แด‡ส€ ๊œฑแด€แด˜แด‡ส€แด‡ แด„แด๊œฑแด€ ๊œฐแด€ส€๊œฑแด‡ษดแด‡.

E allora, prima ancora di chiederci se un giorno lโ€™AI sarร  capace di governare lโ€™uomo, forse dovremmo iniziare a chiederci seriamente:

๐˜€๐—ถ๐—ฎ๐—บ๐—ผ ๐—ฐ๐—ฎ๐—ฝ๐—ฎ๐—ฐ๐—ถ ๐—ป๐—ผ๐—ถ ๐—ฑ๐—ถ ๐—ด๐—ผ๐˜ƒ๐—ฒ๐—ฟ๐—ป๐—ฎ๐—ฟ๐—ฒ ๐—ถ๐—น ๐—ฐ๐—ฎ๐—บ๐—ฏ๐—ถ๐—ฎ๐—บ๐—ฒ๐—ป๐˜๐—ผ ๐—ฐ๐—ต๐—ฒ ๐—ฎ๐—ฏ๐—ฏ๐—ถ๐—ฎ๐—บ๐—ผ ๐—บ๐—ฒ๐˜€๐˜€๐—ผ ๐—ถ๐—ป ๐—บ๐—ผ๐˜๐—ผ?

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